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Aperte le immatricolazioni all’Università di Pisa: si potrà scegliere tra 144 corsi di studio

14 ore 10 minuti ago

Al via le immatricolazioni ai corsi di laurea dell’Università di Pisa per l’anno accademico 2024-2025, con tante novità in arrivo e una procedura da poter svolgere interamente online, con informazioni sul portale Matricolandosi. Dal 24 luglio, al Polo Fibonacci, è aperto anche il Centro Matricolandosi, punto di riferimento per studenti e famiglie in cerca di informazioni sull’offerta didattica, sulle scadenze e sui servizi, oltre che di assistenza sulle procedure on line e orientamento sulla scelta del corso da seguire.

Nel giorno di apertura del Centro, ha portato i suoi saluti ai primi studenti arrivati per immatricolarsi il prorettore per la Didattica Giovanni Paoletti: “Nell’ultimo anno la nostra Università ha confermato di saper coniugare tradizione, innovazione e attrattività nei confronti di studenti e studentesse da tutta Italia. Stiamo lavorando molto per rinnovare la nostra offerta, con particolare attenzione alla qualità della didattica e al supporto agli studenti, soprattutto quelli del primo anno. Un augurio e un caloroso benvenuto a tutti e a tutte coloro che stanno per cominciare il loro cammino universitario insieme a noi”.  

Sono 144 i corsi di laurea, triennale, magistrale e a ciclo unico che quest’anno vanno a comporre l’offerta didattica dell’Università di Pisa, con alcune importanti novità: i nuovi corsi di laurea magistrale, nelle more dell’accreditamento ministeriale, in “Comunicazione, Media e Tecnologie” del Dipartimento di civiltà e forme del sapere, e in “Informatics for Digital Health” presso il Dipartimento di Informatica. Una nuova veste anche per la laurea triennale in “Lingue, letterature e comunicazione interculturale”, del Dipartimento di Filologia, linguistica e letteratura, per la magistrale in “Sistemi Zootecnici Sostenibili” del Dipartimento di Scienze Veterinarie e per la magistrale in “Storia dell’arte”, nel Dipartimento di Civiltà e forme del sapere. Inoltre ci sono alcune novità relative a due corsi di laurea magistrale per le professioni sanitarie, Scienze infermieristiche e ostetriche e Scienze riabilitative delle professioni sanitarie, che si rinnovano con la collaborazione della Scuola Superiore Sant’Anna.

Il Centro Matricolandosi resterà aperto fino al 7 agosto, per riprendere poi la sua attività dal 26 agosto e dovrà essere raggiunto dai nuovi immatricolati esclusivamente su appuntamento per la consegna della carta “Studente della Toscana”, una tessera magnetica che permette a chi frequenta uno degli atenei della regione di accedere a tutti i servizi del diritto allo studio, indipendentemente dall’università alla quale è iscritto.

Per quanto riguarda le immatricolazioni, sarà possibile perfezionare l’iter entro il 30 di settembre: da ottobre è previsto il pagamento di una mora di 50 euro, da novembre di 100 euro e da dicembre di 150 euro, con esclusione del pagamento della mora per i vincitori dei concorsi per i corsi a numero chiuso. Oltre il 31 dicembre 2024 non sarà più possibile immatricolarsi ai corsi di laurea triennale e ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico dell’Università di Pisa.

Ogni immatricolato può usufruire di un tutorato di accoglienza pensato per aiutare le matricole a inserirsi nell’ambiente universitario. Inoltre, ogni Dipartimento offre un servizio di tutorato alla pari, in cui degli studenti “senior” si mettono a disposizione degli studenti più giovani per fornire informazioni di qualsiasi genere e per aiutare a sciogliere dubbi e difficoltà di carattere sia organizzativo sia didattico.

Entro il 6 settembre gli studenti iscritti o che intendano iscriversi ai corsi di laurea triennale, laurea magistrale e magistrale a ciclo unico possono presentare domanda per le borse di studio e i posti alloggio all’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario. Da metà settembre e fino al 31 ottobre potrà essere presentata la domanda per la riduzione delle tasse, da compilare on line tramite il portale Alice. Oltre tale termine, la domanda di riduzione potrà comunque essere presentata previo pagamento di una ammenda.

In Piazza Torricelli 4 è inoltre aperto per gli studenti internazionali il WIS! (Welcome International Students!), lo sportello a cui devono rivolgersi tutti i possessori di titolo di studio conseguito all'estero (titolo di scuola secondaria superiore, laurea di primo livello, laurea magistrale), che intendono immatricolarsi all'Università di Pisa. Per l'a.a. 2024-2025, il WIS! è attivo online e in presenza, dal 18 luglio 2024 al 28 febbraio 2025. Per prenotare un appuntamento con il Wis! è necessario utilizzare il sistema di prenotazione tramite Calendly, almeno un giorno prima. Maggiori informazioni a questo link.

Redazione Web

La batoniite eletta “Minerale dell’Anno” 2023 dalla International Mineralogical Association

1 giorno 17 ore ago

L’International Mineralogical Association ha dichiarato “Minerale dell’Anno” 2023 la batoniite, studiata da un gruppo di ricerca coordinato dalla dottoressa Daniela Mauro del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa e referente della Sezione di Mineralogia del Museo di Storia Naturale. È la prima volta che il prestigioso riconoscimento, istituito nel 2014, viene attribuito ad una specie mineralogica scoperta in Italia.

Individuata negli anni Ottanta del secolo scorso da un gruppo di ricercatori, la batoniite era rimasta, fino ad oggi, un vero e proprio rompicapo mineralogico. Solo lo scorso anno gli studiosi dell’Ateneo pisano sono riusciti a definirne la struttura e la complessa cristallochimica. Una scoperta resa possibile anche grazie dalla recente installazione, presso i laboratori pisani, di un diffrattometro a raggi X per cristallo singolo del Centro per l’Integrazione della Strumentazione scientifica dell’Università di Pisa (CISUP).

 

Batoniite, aggregato di cristalli tabulari bianchi associati a un solfato di Al e Fe resinoso, poco cristallino e non identificato. Collezione Museo di Storia Naturale, Università di Pisa. Foto D. Mauro

 

Le indagini condotte dall’equipe guidata dalla dottoressa Mauro hanno così definito la formula chimica di questa nuova specie mineralogica: Al8(SO4)5(OH)14(H2O)18·5H2O, oltre ad averne individuato la struttura, una delle più complesse mai descritte fra i minerali oggi noti e caratterizzata dal poli-oxo-catione [Al8(OH)14(H2O)18]10+. Quest’ultimo era stato finora osservato solo in fasi sintetiche ottenute durante lo studio del comportamento geochimico dell’alluminio in soluzione acquosa.

La scoperta fatta dai ricercatori dell’Università di Pisa, oltre a raccontarci qualcosa in più sul ciclo geochimico dell’alluminio, uno degli elementi più abbondanti del nostro pianeta, ci illumina ancora una volta sulla bellezza della natura che, con gli adeguati mezzi tecnologici, si svela in tutta la sua complessità.

Ritrovato nella miniera abbandonata di Cetine di Cotorniano, in provincia di Siena, il minerale è stato consegnato ai ricercatori pisani dal collezionista Massimo Batoni, nel quadro di una collaborazione fra il Dipartimento di Scienze della Terra e gli appassionati dell’Associazione Mineralogica Fiorentina (AMF) e dell’Associazione Mineralogica Prato e Pistoia (AMPP). E proprio a Massimo Batoni è stata dedicata questa specie, per i suoi contributi alla conoscenza della mineralogia italiana.

 

In azzurro il gruppo di ottaedri centrati dall’alluminio. In rosso e in celeste sono rappresentati, rispettivamente, i gruppi (OH) e (H2O). Questo è l’elemento strutturale caratterizzante della batoniite ovvero il poli-oxo-catione [Al8(OH)14(H2O)18]10+

 

Il premio “Minerale dell’Anno”, finalizzato a riconoscere il minerale di maggior interesse scientifico la cui pubblicazione sia avvenuta nell’anno solare precedente, è stato istituito nel 2014 dall’International Mineralogical Association, un gruppo internazionale rappresentativo delle società mineralogiche nazionali di quasi 40 differenti paesi.

Ogni anno vengono approvate circa 100 nuove specie mineralogiche, le quali passano al vaglio di una commissione di esperti, la Commission on New Minerals, Nomenclature and Classification. Sono poi questi stessi esperti, tramite votazione segreta, a indicare il “Minerale dell’Anno”.

La batoniite è il primo “Minerale dell’Anno” italiano, ed è la quinta nuova specie minerale scoperta nella miniera di Cetine di Cotorniano, dopo brizziite, cetineite, onoratoite e rosenbergite.

La descrizione completa del nuovo minerale è stata pubblicata sull'European Journal of Mineralogy: https://ejm.copernicus.org/articles/35/703/2023/

Redazione Web

Con le donne al comando si respira un’aria migliore, letteralmente

2 giorni 16 ore ago

La qualità dell’aria è migliore se le donne comandano le istituzioni. La notizia arriva da uno studio condotto all’Università di Pisa e pubblicato sull’European Journal of Political Economy. L’analisi ha riguardato 230 regioni di 27 Paesi dell’Unione europea.

“I nostri risultati evidenziano una relazione positiva tra l'empowerment politico delle donne e la qualità dell'aria – spiega una delle autrici dello studio, la professoressa Lisa Gianmoena del dipartimento di Economia e Management dell’Ateneo pisano - Questo suggerisce che le donne, quando occupano posizioni di potere, tendono ad adottare politiche ambientali più rigide e orientate verso la sostenibilità rispetto alle regioni governate da uomini e questo fenomeno può essere attribuito alla loro maggiore sensibilità e al loro impegno sociale”.

In particolare, questa correlazione positiva risulta evidente in numerose regioni del Nord Europa, tra cui Finlandia, Irlanda, Estonia, Svezia e Danimarca, mentre la maglia nera va alla Polonia, Ungheria e Romania. In Italia, la Valle d’Aosta si distingue per la qualità dell’aria migliore, mentre la Lombardia registra i livelli peggiori.

A sinistra la distribuzione geografica della qualità dell'aria, a destra distribuzione geografica del potere politico femminile

Per realizzare lo studio ricercatori e ricercatrici hanno lavorato alla costruzione di un dataset a livello regionale che integrasse empowerment politico femminile e dati ambientali. Questa impostazione è stata fondamentale anche perché nel contesto europeo le condizioni ambientali e sociali possono variare notevolmente tra le diverse zone e sono poi le autorità sub-nazionali ad essere maggiormente responsabili dell’applicazione di direttive e standard ambientali nazionali e sovranazionali. Per quanto riguarda le donne, è stato utilizzato l’Indice di Empowerment Politico delle Donne (WPEI), considerando la loro presenza a vari livelli di governo (nazionale, regionale e locale).

“Per assicurarci che il rapporto tra empowerment politico femminile e qualità aria non fosse una "correlazione spuria", cioè puramente casuale – conclude Gianmoena - abbiamo testato altre variabili economiche e non economiche come lo sviluppo economico, il livello di istruzione, le innovazioni in tecnologie verdi, l'ideologia politica e la densità di popolazione. Tuttavia la relazione positiva tra empowerment politico femminile e qualità dell’aria è rimasta significativa, confermando la robustezza del risultato”.

Lisa Gianmoena è autrice dell’articolo insieme al collega Vicente Rios, docente del dipartimento di Economia e Management dell’Ateneo pisano. Entrambi collaborano con il centro di ricerca REMARC (Responsible Management Research Center) dell’Università di Pisa. Gli altri autori sono la dottoranda Izaskun Barba e il professore Pedro Pascual entrambi del dipartimento di Economia della Università Pública de Navarra, Spagna.

 

Redazione Web

Università di Pisa: a Gianluigi Albano la European Young Chemist’s Award 2024 Gold Medal

2 giorni 17 ore ago

È Gianluigi Albano, Ricercatore presso il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa, il vincitore della prestigiosa European Young Chemist’s Award 2024 Gold Medal per la categoria Early Career Researcher. La EYCA 2024 Gold Medal – il riconoscimento più importante a livello europeo per giovani chimici - è stata consegnata al ricercatore dell’Ateneo pisano durante la cerimonia conclusiva del 9th EuChemS Chemistry Congress. Albano è risultato vincitore del Premio a fronte di centinaia di candidature provenienti da tutta Europa, grazie alla sua eccellente attività di ricerca nel campo della chimica organica.

L’European Young Chemist’s Award (EYCA), istituito nel 2008 ed assegnato con cadenza biennale, si pone come obiettivo di dare visibilità alla ricerca svolta da giovani scienziati che lavorano in istituzioni europee nel campo delle scienze chimiche. Tale Premio intende onorare ed incoraggiare giovani chimici la cui attività di ricerca mostra un alto livello di eccellenza ed innovazione. L’EYCA prevede due diverse classi di concorso: la categoria PhD, riservata a dottorandi, e la categoria Early Career Researcher, riservata a giovani ricercatori fino ad 8 anni dal conseguimento del Dottorato di Ricerca.

Giunto alla sua nona edizione, il Premio EYCA 2024 è stato assegnato da EuChemS con la sponsorizzazione di Società Chimica Italiana (SCI), Royal Society of Chemistry (RSC) e Chemistry Europe. Il processo di valutazione delle candidature è stato strutturato in due fasi. Nella prima, sono stati valutati il Curriculum Vitae ed il lavoro di ricerca del candidato, sulla base dei seguenti criteri: eccellenza dell’attività di ricerca nel campo delle scienze chimiche; originalità ed indipendenza del contributo del candidato; profonda conoscenza dello stato dell’arte; prospettive future della propria ricerca. Al termine di tale valutazione sono stati selezionati 6 Finalisti per ciascuna categoria, che hanno avuto la possibilità di presentare la propria attività di ricerca davanti alla Giuria Valutatrice durante il 9th EuChemS Chemistry Congress, tenutosi a Dublino (Irlanda) dal 7 all’11 luglio 2024.

Redazione Web

Al Centro Avanzi la maratona creativa con gli allievi del Master in Sviluppo Sostenibile e Cambiamento Climatico

5 giorni 14 ore ago

Gli studenti della terza edizione del Master telematico di II livello in Sviluppo Sostenibile e Cambiamento Climatico dell'Università di Pisa hanno partecipato a un hackathon presso il Centro di Ricerche Agro-Ambientali "Enrico Avanzi" a San Piero a Grado. Questo centro, unico in Europa per dimensioni e diversificazione delle attività, è noto per il suo impegno verso la sostenibilità. Un hackathon è un evento in cui persone con diverse competenze si riuniscono per risolvere problemi in una maratona creativa. In questo contesto, rappresenta una forma di "challenge-based learning", ideale per promuovere il lavoro di squadra e l'innovazione in maniera rapida ed efficace. Gli studenti, attraverso un approccio collaborativo, hanno affrontato sfide complesse, generando soluzioni innovative in un breve lasso di tempo.

L’evento, a cui ha portato i suoi saluti il rettore Riccardo Zucchi, era strutturato per far lavorare in maniera collaborativa studenti sia in presenza che a distanza e si è focalizzato sulla progettazione eco-sostenibile del centro ospitante. I partecipanti, provenienti da 10 regioni italiane e con lauree magistrali in diverse aree, si sono suddivisi in cinque gruppi di lavoro per condurre un'analisi dettagliata del territorio. Attraverso interviste agli operatori del centro, tecnici e cittadini, hanno esplorato la mission del centro e raccolto dati anche tramite una ciclo-escursione. La presenza della Basilica romanica, a pochi passi dal Centro, ha fornito ulteriore valore storico e culturale all’osservazione mirata dei partecipanti.

Guidati da Sonia Massari, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali, e dal professor Alessio Cavicchi afferente allo stesso dipartimento e delegato del rettore per la promozione della cultura imprenditoriale e dell’innovazione, gli studenti hanno presentato proposte concrete per miglioramenti a livello sociale, gestionale, comunicativo e digitale del centro.

Tra i progetti e gli outcomes emersi, si segnalano:

  • La creazione di un luogo per le famiglie e i bambini, accessibile e proiettato verso l'educazione agro-alimentare attraverso l'esperienza.
  • Un'attività ibrida di orientamento e ricerca dedicata ai giovani adolescenti e ai nativi digitali, per permettere loro di utilizzare anche strumenti digitali per riappropriarsi del loro spazio nella natura.
  • La trasformazione del centro in un luogo di eccellenza per la ricerca, attrattivo per ricercatori nazionali e internazionali, che include anche soluzioni per il cosiddetto "turismo della ricerca", che offre soluzioni innovative e tasting sul campo, nonché uno spazio di well-being per i ricercatori e le loro famiglie.
  • Un luogo per il training, in particolare per donne innovatrici, per ritrovare fiducia nel lavoro agricolo e nell'impresa agricola, creando un ambiente per il networking e la nascita di ecosistemi rigenerativi.

“I progetti, esposti dai portavoce di ogni gruppo durante l'ultima giornata di lavoro aperta alla cittadinanza, hanno evidenziato nuove potenzialità per il Centro Enrico Avanzi, ponendo le basi per sviluppi futuri in termini di tecnologia, ricerca e innovazione, e promuovendolo come meta turistica complementare alla città di Pisa”, ha commentato il professor Angelo Canale, direttore del Centro di Ricerche Agro-ambientali "E. Avanzi".

“L'evento ha permesso agli studenti di instaurare nuovi rapporti, creare dialogo e collaborazione, esperienze che rimarranno impresse nella loro memoria – ha aggiunto la professoressa Cristina Nali, direttrice del Master - Il management del Centro Enrico Avanzi ora dispone di una preziosa raccolta di idee e proposte da valutare attentamente per il futuro sviluppo del centro”.

Il Centro di Ricerche Agro-Ambientali "Enrico Avanzi" si distingue per la sua poliedrica natura, che combina didattica, ricerca e produzione agro-zootecnica con un forte impegno verso la sostenibilità. La maratona creativa di giugno ha rappresentato un'opportunità unica per mettere in evidenza questa diversificazione. Questo evento ha dimostrato come l'unione di diverse prospettive possa portare a soluzioni innovative e sostenibili, contribuendo a rendere il Centro un luogo ancora più dinamico e ricco di potenzialità per il futuro.

Redazione Web

Veterinaria: nasce a Pisa la prima laurea magistrale in Sistemi Zootecnici Sostenibili

5 giorni 17 ore ago

Formare laureati capaci di assicurare la transizione da un modello produttivo a forte impatto ambientale ad uno con elevato grado di sostenibilità. È questo l’obiettivo della nuova laurea magistrale in Sistemi Zootecnici Sostenibili in partenza al Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa che mercoledì 24 luglio aprirà le immatricolazioni per il nuovo anno accademico.

“Il mondo delle produzioni animali è sempre più attento alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, per assicurare alimenti di elevata qualità globale e, allo stesso tempo, che siano prodotti nel rispetto degli animali, delle persone e della natura – spiega il professor Marco Mariotti, presidente del nuovo corso di studio - In questa prospettiva diviene strategica la formazione di laureati magistrali che siano in grado di favorire e gestire la transizione ecologica e tecnologica in atto nella zootecnia contemporanea. Laureati che devono essere dotati di approfondite conoscenze sull’allevamento sostenibile delle diverse specie animali, sulle produzioni e sulla valutazione degli impatti che ne derivano”.

 

Una vista della sede del Dipartimento di Scienze Veterinarie a San Pietro a Grado

 

Ad accesso libero, il nuovo corso di laurea magistrale in Sistemi Zootecnici Sostenibili (Classe LM-86) nasce proprio con queste finalità e prevede un percorso di studi, della durata di due anni, durante il quale le studentesse e gli studenti avranno modo di sviluppare conoscenze e competenze nei vari ambiti delle scienze agro-zootecniche.

Tra i punti salienti del corso: allevamento sostenibile di monogastrici, poligastrici, piccole specie, specie acquatiche e invertebrati; tecnologie eco-compatibili e innovazioni tecniche; benessere animale e basso impatto ambientale; biosicurezza e strategie di gestione sanitaria degli allevamenti; qualità, sicurezza e valorizzazione dei prodotti agro-alimentari.

L’acquisizione delle varie competenze previste dal corso di studio avverrà tramite lezioni teoriche, seminari di approfondimento tenuti da liberi professionisti e dialoghi tra gli studenti ed esperti del settore. Previste anche esercitazioni in aula o in laboratorio e lezioni fuori sede presso allevamenti, aziende agro-zootecniche, industrie mangimistiche, industrie alimentari e laboratori di ricerca.

Per conseguire la laurea sarà necessario, infine, svolgere un tirocinio curriculare, finalizzato alla messa in pratica degli strumenti teorici acquisiti, e discutere una tesi sperimentale su un argomento in accordo con un docente del corso di studio.

I principali sbocchi occupazionali sono rappresentati da: aziende zootecniche e agro-zootecniche; industrie mangimistiche; industrie di costruzioni e di impiantistica zootecnica; aziende alimentari; aziende ed enti di consulenza e di certificazione; enti pubblici e privati, associazioni di categoria della filiera zootecnica e associazioni di consumatori; attività libero-professionale come dottore Agronomo e Forestale, previo conseguimento della relativa abilitazione all'esercizio della professione; insegnamento nelle scuole secondarie, previa partecipazione alle prove di ammissione per i percorsi di formazione.

Redazione Web

Gallicano Project: ritrovati i resti della Pieve San Cassiano

6 giorni 18 ore ago

Il terreno di Gallicano, in Garfagnana, restituisce i preziosi resti della Pieve di San Cassiano, riportati alla luce dagli archeologi della divisione di paleopatologia dell'Università di Pisa impegnati nel Gallicano Project, diretto dal prof. Antonio Fornaciari del Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia. Edificato nell’XI secolo, dell'imponente edificio, abbandonato nel XIV secolo e ormai completamente scomparso alla vista, non si avevano più notizie documentali dalla fine del Quattrocento.

"La Pieve di Gallicano era a capo di un vasto territorio che corrispondeva alla porzione apuana della val di Serchio, nella bassa Garfagnana, e aveva ben 23 enti religiosi alle sue dipendenze - spiega il professor Antonio Fornaciari - Grazie agli scavi condotti fino ad oggi, sappiamo che la chiesa, nella sua fase romanica era larga 18 metri e lunga circa 23, dotata di un'abside e di tre navate intervallate da due file di quattro colonne".

 "Lo scavo - prosegue Fornaciari - ha permesso inoltre di individuare i resti di un edificio anteriore all’XI secolo, intorno al quale si dispongono alcune sepolture a cassa litica e a fossa semplice. Si tratta, con ogni probabilità, della pieve altomedievale che venne distrutta e inglobata nella più grande fabbrica 'romanica' nel corso dell’XI secolo".

“I risultati ottenuti in queste prima quattro settimane – conclude il direttore degli scavi – non sarebbero stati possibili senza la disponibilità dei proprietari dei terreni, Giovanna Verciani, Luigi Guazzelli e Sabrina Poli, che hanno aderito con entusiasmo al progetto archeologico, e la collaborazione di tutta la comunità di Gallicano. In particolare, di Fabrizio Riva, Sauro Simonini e Alvaro Simonini che, assieme ad altri abitanti, ci hanno aiutato nell’organizzazione del cantiere. A tutti loro vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, così come un grande ringraziamento va alla sezione di Gallicano dell’Istituto Storico Lucchese ed al Comune di Gallicano”.

Avviato il 15 giugno scorso, il Gallicano Project conclude così la sua prima campagna di scavo con importantissimi risultati. Oltre ai resti della chiesa di San Cassiano, infatti, gli archeologi dell'Università di Pisa hanno riportato alla luce anche un’ampia area cimiteriale annessa alla Pieve, con sepolture che coprono un arco temporale che va dall’alto Medioevo al XIII secolo.

Grazie alle analisi dei resti scheletrici rinvenuti, sarà adesso possibile conoscere la dieta, le malattie e le abitudini di vita della popolazione locale nel corso dei secoli. Così da ricostruire la storia demografica e sanitaria della popolazione di Gallicano e contribuire a svelare il potenziale informativo di un sito centrale per la ricostruzione degli assetti insediativi dell’area garfagnina tra alto e basso medioevo.

Guidati sul campo dalle dott.sse Letizia Cavallini e Rossella Megaro e dai dott. Francesco Coschino ed Alan Farnocchia, hanno preso parte agli scavi alcuni studenti del corso triennale in Scienze dei Beni Culturali, della Laurea Magistrale in Archeologia e della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Pisa: Alessio Andreazzoli, Alessia Bonfanti, Roberta Callipari, Pietro Franci, Maria Laura Genchi, Lucrezia Migotto, Letizia Pellicci, Giorgia Ranieri. Il progetto archeologico beneficia, inoltre, della collaborazione degli storici medievisti Ilaria Sabbatini (Università degli Studi di Palermo) e Paolo Tomei (Università di Pisa), di Monica Bini (Università di Pisa) per gli studi geomorfologici e di Adriano Ribolini (Università di Pisa) per gli studi geofisici.

Eseguito in accordo con la Soprintendenza SABAP di Lucca e Massa Carrara (funzionaria di riferimento la dott.ssa Marta Colombo), il Gallicano Project può contare sul sostegno del Comune di Gallicano, dell'Unione dei Comuni della Garfagnana, dell'Istituto Storico Lucchese - Sezione di Gallicano, dell’ARVO Archivio Digitale del Volto Santo, di Toscana Matildica, dell’Università degli Studi di Palermo e dello Young Historians Festival.

Per maggiori informazioni: https://www.gallicano.paleopatologia.it

Redazione Web

Sostenibilità ambientale in Europa: al via il progetto BEYOND, coordinato dal Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa

1 settimana ago

Ha preso il via il progetto BEYOND: "Boosting and Enhancing YOungs’ Next generation awareness for E.S.G. values Development" (Action: KA220-HED), coordinato dal Dipartimento di Economia e Management dell'Università di Pisa con responsabile scientifico il professor Luca Spataro, che ha ricevuto un finanziamento di 400.000 euro dall’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+.

A fianco all’Ateneo pisano saranno partner di questo nuovo progetto l’Università degli Studi di Messina, la San Pablo CEU University Foundation (Spagna) e la Nuertingen-Geislingen University (NGU - Germania), insieme a una rete di partner associati chiamati a collaborare nelle diverse azioni di BEYOND: il Forum per la Finanza Sostenibile, il Stockholm Environment Institute, la Conformis in Finance Srl e la Ceore S.r.l.

Il progetto BEYOND, di durata triennale, mira a colmare il divario tra l'azione dell’UE sulla sostenibilità ambientale e i suoi destinatari, migliorando la conoscenza degli interventi UE e le competenze ESG (Environmental, Social, Governance) tra i laureati. Questa iniziativa affronta questioni interdisciplinari cruciali per l'attuazione efficace delle politiche europee, integrando competenze legali, finanziarie ed economiche. Accademici, studenti, professionisti, investitori, imprese e società civile saranno coinvolti attraverso attività di studio, divulgazione e formazione con approcci innovativi e strumenti digitali.

Negli anni passati, il Dipartimento ha già coordinato e partecipato con successo a diversi progetti di ricerca finanziati dall'UE in ambito Erasmus+, come il progetto "Assessing the EU Strategy on Green Finance and ESG factors" e "Development and Harmonisation of Socially Responsible Investment in European Union", sempre sotto il coordinamento scientifico del prof. Luca Spataro, ordinario di Scienza delle finanze dell’Ateneo pisano.

“Queste esperienze hanno consolidato le nostre competenze e rafforzato le collaborazioni internazionali, ponendoci in una posizione di rilievo nel panorama internazionale della ricerca sulla crescita e la finanza sostenibili – ha dichiarato il professor Luca Spataro – Questo nuovo finanziamento, pertanto, rappresenta un riconoscimento importante del lavoro svolto dal nostro gruppo di lavoro e ci permetterà di continuare, anche con l'ingresso di nuovi partner, a contribuire attivamente allo sviluppo delle competenze ESG tra i nostri studenti e tra diversi stakeholder nel territorio e in altri paesi europei, obiettivo fondamentale per affrontare le sfide future della sostenibilità".

Redazione Web

Inaugurato a Casa Pacinotti il nuovo Laboratorio di Archeologia dell’Università di Pisa

1 settimana 1 giorno ago

La casa natale di Antonio Pacinotti in via Santa Maria 24 diventa la nuova sede del Laboratorio di Archeologia afferente al Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa e apre le sue porte a studenti e ricercatori che studiano i reperti provenienti dalle missioni archeologiche dell’Ateneo. L’edificio, dove nel 1841 nacque il professore di Fisica conosciuto in tutto il mondo per aver inventato la dinamo elettrica, è stato inaugurato alla presenza del Rettore Riccardo Zucchi, che ha poi visitato i locali dello stabile totalmente rinnovato grazie ad accuratissimi lavori di restauro conservativo e adeguamento funzionale, iniziati nel 2020 e terminati a fine 2023.

Immagini di Casa Pacinotti prima e dopo i lavori: a sinistra la facciata, a destra la parte sul retro.

"Grazie ad un grande lavoro di squadra oggi inauguriamo questa struttura che soddisfa un’esigenza fondamentale del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere – ha commentato il rettore Riccardo Zucchi durante l'inaugurazione – Mi congratulo con tutti coloro che hanno portato a termine quest'opera che credo sia punto di partenza per un ulteriore salto di qualità per lo studio e la ricerca in campo archeologico”. Il restauro dell'edificio ha permesso infatti di riunire in un unico contesto tutte le attività del settore archeologico e orientalistico, precedentemente allocate in alcuni edifici non di proprietà dell'Ateneo.


Da sinistra: Lisa Rosselli, Federico Cantini, il rettore Riccardo Zucchi, Simone Maria Collavini.

L'edificio ospita le attività di ricerca condotte dai docenti delle diverse discipline relative all'archeologia del Mediterraneo e del Vicino Oriente, titolari di progetti di scavo e ricognizione, ma vi si svolgono anche attività didattiche, in un'apposita aula destinata alle esercitazioni curricolari ed extracurricolari, legate ai corsi di laurea triennale, magistrale (Archeologia e Orientalistica), alla Scuola di specializzazione in Beni Archeologici e al dottorato in Scienze dell'Antichità e Archeologia. 

Il Laboratorio di Archeologia ospitato a Casa Pacinotti si compone di diverse sezioni che occupano il primo e il secondo piano dell'immobile, vale a dire Archeologia classica, Archeologia medievale, Preistoria e Protostoria, Etruscologia, Egittologia, Archeologia del Vicino Oriente, Topografia e Archeologia Subacquea, Metodologie della ricerca archeologica. Sono inoltre presenti un Laboratorio di Restauro, nel quale si svolgono le necessarie operazioni di pulitura e ripristino dei materiali archeologici oggetto di studio, e un Laboratorio di Microscopia, nel quale è possibile svolgere analisi di dettaglio su campioni di materiale organico e inorganico.

"Questo è un luogo che permetterà di fare ottima ricerca, riunendo al suo interno l'archeologia dell'Università di Pisa, dalla preistoria alla più recente archeologia contemporanea – ha aggiunto Federico Cantini, docente di Archeologia cristiana e medievale e delegato del rettore per la Promozione della ricerca nel settore delle scienze sociali e umanistiche – Questo è un bene per i ricercatori, che potranno dialogare tra di loro, ma soprattutto per gli studenti, i quali avranno accesso a conoscenze diverse ma complementari nello stesso luogo".

“È una grade soddisfazione arrivare alla fine del mio mandato vedendo inaugurata e in funzione questa struttura così importante dove tutti i nostri laboratori hanno finalmente una sede unitaria – ha proseguito il professore Simone Maria Collavini, direttore del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere – Ringrazio il Rettore e l'Ateneo per l'attenzione data all'area dell'archeologia, che si è manifestata anche nell'introduzione del progetto ProArcheo che co-finanzia le attività di scavo assieme al Dipartimento".

“Siamo molto contenti e grati all'Ateneo che ha permesso di rinnovare la vocazione di questo edificio, destinato alla ricerca fin dal XVIII secolo – ha concluso Lisa Rosselli, docente di Etruscologia e responsabile del Laboratorio di Archeologia – Avere riuniti in un solo edificio i laboratori delle nostre varie discipline, dall’Archeologia del Mediterraneo a quella del Vicino Oriente, permette adesso di potenziare sia le attività di ricerca che quelle di didattica”.

Il professor Francesco Leccese, prorettore per l’Edilizia, ha infine dato alcuni dettagli dell’intervento di restauro: “Rallentati dalla pandemia, i lavori sono durati circa tre anni per un investimento attorno ai 2.5 milioni di euro. Complessivamente si tratta di una superficie di 800 mq organizzata in tre piani, dove trovano spazio laboratori e aule didattiche e che si aggiungono ai 3800 mq già a disposizione del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere. Da sottolineare l’abbattimento delle barriere architettoniche interne all’edificio, che agevola l’accesso ai laboratori e ai vari spazi di Casa Pacinotti”.

L’intervento sull’edificio è stato progettato e diretto dal gruppo di lavoro composto dall’architetta Elisa Chicca e dagli ingegneri Saverio Zingarelli, Massimiliano Micheletti, Simone Guastini e Luca Ulivelli.

Cenni storici sull'edificio
L’edificio “Casa Pacinotti” si colloca nel centro storico della città di Pisa, affianco alla Domus Galileiana. L’edificazione del fabbricato risale probabilmente alla prima metà del XVIII secolo ed è la prima sede della cattedra di fisica Sperimentale dell’Ateneo Pisano istituita nel 1748 per volere di Granduca Francesco I. Il palazzo fu dichiarato monumento nazionale con Regio Decreto n°1020 del 04/06/1934 in quanto vi nacque e visse l’illustre fisico Antonio Pacinotti.
Attualmente, la costruzione presenta due corpi di fabbrica: l’edificio storico principale, la vera Casa Pacinotti, e una parte più recente, realizzata intorno al 1955-1957. Il fabbricato ha certamente subito intorno agli anni ’50 degli interventi di riparazione dei danni conseguenti al secondo conflitto mondiale. Allo stesso periodo risale l’ampliamento, tramite la realizzazione di una nuova parte in struttura a telaio di calcestruzzo armato e tamponamenti esterni in mattoni faccia vista, appositamente progettato per ospitare lo spettrometro di massa del Laboratorio di Geologia Nucleare.

Redazione Web

Proposte sostenibili per l’evento “AgroInnova”, l’appuntamento dedicato all’innovazione nel settore agroalimentare

1 settimana 1 giorno ago

Si è tenuto presso l’Antico Ristoro Le Colombaie di San Miniato l’evento “AgroInnova: Connettiamo Idee, Creiamo Futuro”, un appuntamento dedicato all’innovazione nel settore agroalimentare che ha riunito studenti, ricercatori e imprese del territorio. L’evento, organizzato grazie alla collaborazione tra CNA Pisa, Contamination Lab Pisa, Università di Pisa e Terre di Pisa, ha rappresentato un’importante occasione di confronto e networking per tutti i partecipanti.

I partecipanti sono stati accolti dai saluti e dagli interventi di Daniele Fagiolini, chef e titolare del ristorante, Sabrina Perondi di CNA e Alessio Cavicchi, responsabile scientifico del Contamination Lab. Protagonisti sono stati poi gli studenti del Contamination Lab attualmente impegnati nella realizzazione delle loro idee di impresa, gli imprenditori che collaborano con lo chef Fagiolini nell’organizzazione di alcune iniziative e la componente universitaria (staff del C-Lab, il professor Federico Niccolini e la ricercatrice post-doc Annapia Ferrara).

Con la “Challenge”, una sfida incentrata sulla “Festa nell’Aia sostenibile”, i partecipanti hanno potuto elaborare proposte innovative e sostenibili per la realizzazione dell’edizione del 2025 di questo evento, che vede tutti gli anni la partecipazione di centinaia di visitatori che si ritrovano a San Miniato per conoscere il valore dei prodotti a KM0. Durante questa sessione, i produttori hanno dialogato con la comunità accademica e hanno condiviso le loro esperienze, per comprendere come sviluppare questa collaborazione e trovare soluzioni sostenibili nell’organizzazione di eventi nelle aree rurali. La realizzazione delle proposte ha coinvolto tutti i partecipanti in lavori di gruppo, culminando nella presentazione delle idee sviluppate. Ogni gruppo ha avuto l’opportunità di esporre la propria proposta, ricevendo feedback preziosi da parte degli imprenditori presenti.

“L’evento "AgroInnova", il primo di una serie che proseguirà nel corso del prossimo anno accademico, ha dimostrato ancora una volta come la co-creazione e il dialogo tra studenti, ricercatori e imprese possa generare nuove idee e progetti, contribuendo a costruire un futuro sostenibile per il nostro territorio a partire dall’educazione dei giovani – ha commentato il professor Alessio Cavicchi – Ringrazio CNA per aver promosso questo format e confermo la disponibilità di Unipi ad accogliere ulteriori idee da parte di tutte le associazioni di imprenditori interessate, non solo in ambito rurale o agroalimentare”.

Redazione Web

Doppio titolo Unipi - Università dell'Illinois Chicago

1 settimana 5 giorni ago

A partire dal prossimo Anno Accademico, 2024-2025, gli studenti di Ingegneria a Pisa avranno la possibilità di seguire un percorso internazionale di doppio titolo che consentirà loro di conseguire il relativo titolo di Laurea Magistrale presso l’Università di Pisa e il titolo di Master of Science in Electrical and Computer Engineering presso la University of Illinois Chicago.

L'accordo tra l'Università di Pisa e l'Università dell'Illinois Chicago riguarda le lauree magistrali in Ingegneria delle Telecomunicazioni, Ingegneria Elettronica e in Computer Engineering, tutte afferenti al Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Ateneo Pisano. La presentazione è avvenuta lo scorso 11 luglio presso la Scuola di Ingegneria, alla presenza del prorettore ai Rapporti Internazionali dell’Università di Pisa Giovanni Gronchi, del Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione Andrea Caiti e dei due referenti dell'accordo per i due Atenei, Danilo Erricolo per la University of Illinois Chicago e Giuliano Manara per l'Università di Pisa.

"I doppi titoli con università straniere danno delle opportunità importanti ai nostri studenti, non solo per fare un'esperienza di mobilità internazionale, come nell'ambito del programma Erasmus, ma anche per conseguire una laurea riconosciuta nel paese dell'università partner, oltre alla laurea italiana - commenta Giovanni Federico Gronchi, prorettore per la Cooperazione e le relazioni internazionali - L'Università dell'Illinois a Chicago (UIC) è un Ateneo americano prestigioso e questo percorso di doppio titolo permette ai nostri studenti di Ingegneria di conseguire anche il "Master of Science in Electrical and Computer Engineering. Tra gli oltre 30 titoli doppi o multipli dell'Università di Pisa questo è il primo con una sede americana e ci auguriamo che sia un programma di successo, anche in virtù delle collaborazioni di ricerca già esistenti tra i nostri docenti e quelli di UIC”.

"Siamo davvero orgogliosi di essere riusciti a concretizzare un accordo con una università così prestigiosa come la University of Illinois a Chicago - Afferma Giuliano Manara, docente di Campi Elettromagnetici al Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione - Questo conferma l'elevata qualità della formazione dei nostri corsi di laurea, in grado di attrarre l'attenzione di studenti e prestigiose università d'oltreoceano. Per chi studia ingegneria a Pisa questo percorso è una grossa opportunità di crescita e di formazione, perché prevede che gli studenti iscritti a una delle tre lauree magistrali trascorrano a Chicago il primo e il secondo semestre del secondo anno, per sostenere gli esami previsti dal piano di studi e svolgere l’attività di tesi. L'esperienza maturata nel programma permette di aggiungere anche una significativa nota sul curriculum per chi si affaccia al mondo del lavoro una volta conseguita la laurea".

“Un percorso di studio che include una permanenza all’estero per un periodo di due semestri contribuisce a dare una formazione agli studenti che vi partecipano che va ben oltre i contenuti strettamente didattici - aggiunge Danilo Erricolo, docente di Ingegneria Elettronica e Ingegneria Informatica a UIC - Questi studenti potranno partecipare a tutto quello che è disponibile nella terza città per popolazione degli Stati Uniti ed impareranno a trovarsi a proprio agio in un ambiente internazionale. Inoltre, un grosso vantaggio dell’accordo tra le nostre università è di permettere agli studenti coinvolti di conseguire un doppio titolo di studio nella metà del tempo che altrimenti impiegherebbero in assenza dell’accordo.”

Redazione Web

La prof.ssa Laura Crocetti eletta tesoriere della Società Europea di Radiologia Cardiovascolare e Interventistica (CIRSE)

1 settimana 5 giorni ago

Nello scorso Giugno si sono tenute le elezioni per il rinnovo del Comitato Esecutivo della Società Europea CIRSE, la principale società europea di Radiologia Vascolare e Interventistica, ormai divenuta una importante branca specialistica della diagnostica per immagini. La Prof.ssa Crocetti, Professore Associato di Radiodiagnostica dell’Università di Pisa ed in attività presso la Radiologia Interventistica di AOUP  (direttore Dott. Roberto Cioni) è stata eletta alla prestigiosa carica di Tesoriere della Società, che di fatto apre la strada alla Presidenza.

CIRSE è l’unica società di Radiologia Interventistica europea e vede tra i suoi membri - circa 9600 medici radiologi interventisti di 96 Paesi, di fatto varcando i confini del continente.

Si tratta della prima volta che un membro della comunità scientifica italiana giunge a ricoprire una così alta carica nell’organigramma del CIRSE. Il risultato è stato possibile grazie all’ampio consenso degli elettori che le ha consentito di ottenere il 58,4% delle preferenze.

Sicuramente un grande successo per la Radiologia Interventistica Italiana, ha commentato il Prof. Emanuele Neri (Ordinario di Radiologia e Presidente della Scuola di Medicina), ma anche per la radiologia pisana -  che annovera tra i professori e ricercatori del settore scientifico disciplinare molti ruoli di responsabilità, nelle società scientifiche nazionali e internazionali, una attiva partecipazione e coordinamento di progetti di ricerca europei e nazionali, e 5 Master di II livello, tra cui il Master di radiologia interventistica coordinato proprio dalla Prof.ssa Crocetti.

Redazione Web

Università di Pisa, eletti i nuovi direttori e direttrici di dipartimento, sette sono donne

1 settimana 6 giorni ago

Pisa 11 luglio 2024 - Cresce la presenza femminile ai vertici dell’Università di Pisa con sette donne appena elette a capo dei dipartimenti nell’ultima tornata elettorale conclusa lo scorso giugno. Di seguito l’elenco completo dei direttori e delle direttrici che entreranno in carica il 1° novembre per il quadriennio 2024-2028:

Biologia Antonella Del Corso

Civiltà e forme del sapere Sonia Maffei

Economia e management Mariacristina Bonti

Farmacia Vincenzo Calderone

Filologia, letterature e linguistica Alessandro Lenci

Fisica Chiara M.A. Roda

Giurisprudenza Eleonora Sirsi

Informatica Paolo M. Mancarella

Ingegneria civile e industriale Luca Romoli

Ingegneria dell’energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni Renato Iannelli

Ingegneria dell’informazione Sergio Saponara

Medicina clinica e sperimentale Maurizia R. Brunetto

Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia Duccio Volterrani

Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali Cristina Nali

Scienze della terra Giovanni Zanchetta

Scienze politiche Andrea Borghini

Scienze veterinarie Vincenzo Miragliotta

Le elezioni hanno riguardato 17 dipartimenti su 20, quindi tutti tranne Chimica e Chimica Industriale, Matematica, Patologia Chirurgica, Medica Molecolare e dell’Area Critica dove stanno svolgendo il proprio mandato rispettivamente Fabio Bellina, Giovanni Gaiffi e Grazia Chiellini.

“Sino al 2019 nei 20 dipartimenti del nostro Ateneo c’era una sola direttrice, nel 2023 ce n’erano tre, con l’ultima tornata elettorale appena trascorsa siamo arrivati ad otto – ha commentato il rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchiè un segnale positivo nel viaggio verso la parità che ci vede impegnati come Ateneo nel promuovere le carriere femminili e a favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, un esempio recente in questo senso è stato lo stanziamento di 120mila euro per favorire la ripresa dell’attività di ricerca dopo la pausa obbligatoria per la maternità. Si tratta in sostanza di attuare misure e politiche per contrastare quel fenomeno che in letteratura viene definito leaky pipeline ovvero “il tubo che perde”, un’immagine che sta a identificare la progressiva dispersione delle donne man mano che ci si avvicina alle posizioni apicali. Questa elezione segna dunque un passo importante nella giusta direzione”.

Redazione Web

Gli studenti della Marine Graduate School dell’Università di Pisa in Cina sono tornati a Pisa per il secondo periodo di internship

2 settimane ago

Nella settimana dal 24 al 30 giugno 55 studenti cinesi della Zhejiang Ocean University sono arrivati a Pisa per il periodo di internship da svolgere in diverse strutture del nostro ateneo. Gli studenti sono iscritti ai due doppi titoli di laurea magistrale – Biologia Marina e Biosicurezza e Qualità degli Alimenti – che l’Università di Pisa ha attivato con la Zhejiang Ocean University. La partnership con l’università cinese risale al 2015 con l’attivazione del double degree in Marine Biology e ha portato nel 2017 alla costituzione della “Zhejiang Ocean University - University of Pisa Marine Graduate School”, unica scuola sino-italiana riconosciuta ufficialmente dal governo cinese.

 

Rappresentanti dell’Ufficio cooperazione internazionale dell’Ateneo, Paola Cappellini e Arianna Biancani, hanno accolto gli studenti cinesi e i loro docenti accompagnatori nell’aula magna storica della Sapienza. Il programma è entrato nel vivo con interventi da parte dei docenti dei due dipartimenti, coordinati dai professori Monica Agnolucci, Andrea Serra e Ferruccio Maltagliati. Le attività si sono svolte anche presso il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa a Calci e si sono concluse presso il Centro di Ricerche Agro-Ambientali "Enrico Avanzi".

Nell’ambito del programma dell’internship, gli studenti sono stati coinvolti nella visita a Livorno della sede locale dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione Ambientale), del CIBM (Centro Interuniversitario di Biologia Marina “G. Bacci”) e dell’Acquario.

Redazione Web

Dottorando del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa vince il premio con.Scienze 2023 per la migliore tesi magistrale

2 settimane 1 giorno ago

Alessio Zanelli (foto), prima studente in Biotecnologie molecolari e adesso dottorando presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, ha vinto premio con.Scienze 2023 per la migliore tesi magistrale.
La cerimonia di premiazione si svolgerà online l’11 luglio alle 10.30. Insieme al vincitore parteciperanno il direttore del dipartimento di Biologia, professore Massimo Dal Monte, e il professore Marco Onorati in qualità di tutor accademico di Zanelli.


Nella sua tesi Zanelli tesi ha lavorato sulla generazione di modelli tridimensionali del sistema nervoso centrale umano, detti organoidi e assembloidi. Nello specifico, Zanelli ha utilizzato cellule staminali pluripotenti indotte umane per generare organoidi che mimassero in vitro la corteccia cerebrale e il midollo spinale. I due tipi di organoidi sono stati successivamente uniti, per formare assembloidi cortico-spinali. Questi modelli rappresentano uno strumento innovativo per lo studio di malattie neurodegenerative e danni traumatici, come le lesioni spinali, che colpiscono il tratto cortico-spinale.

Il premio con.Scienze 2023 è stato istituito nel 2019 dalla Conferenza Nazionale dei Presidenti e dei Direttori delle Strutture Universitarie di Scienze e Tecnologie (con.Scienze), un’associazione no profit che ha l’obiettivo di fare da raccordo tra tutte le strutture accademiche di area scientifica: matematica, informatica, fisica, chimica, geologia, biologia e scienze naturali.

Redazione Web

Innovazione, accordo di collaborazione Comune e Università sulla transizione digitale

2 settimane 1 giorno ago

Per i prossimi cinque anni Amministrazione comunale e Università di Pisa lavoreranno insieme per supportare il Comune nella digitalizzazione dei processi amministrativi e gestionali e nella creazione di servizi e sistemi intelligenti per la comunità cittadina.

Si tratta dell’accordo “Pisa città digitale” siglato questa mattina dal sindaco di Pisa, Michele Conti, e dal rettore dell’Ateneo pisano, Riccardo Zucchi. Erano presenti anche l’assessore alla semplificazione e tecnologie della p.a. del Comune di Pisa; Gabriella Porcaro, e il professore Giuseppe Anastasi, delegato del rettore per la transizione digitale.

«Grazie a questa collaborazione mettiamo in rete la nostra Amministrazione con l'Università – ha detto il sindaco di Pisa, Michele Conti -. L’Ateneo pisano lavora su queste tematiche da oltre cinquanta anni e può accompagnare un ente come il nostro nel processo di digitalizzazione. La recente pubblicazione online del nuovo sito web del Comune, per rispondere a tutte le normative nazionali e comunitarie sulla trasparenza e accessibilità, ha mostrato le difficoltà che sorgono in questi casi, soprattutto in rapporto all’utenza. Insieme all’Università vorremmo dare nuovo slancio alla digitalizzazione dei nostri servizi, creare individuare le migliori pratiche per compiere questo processo, in favore di procedimenti amministrativi e gestionali sempre più semplici, di servizi intelligenti, a beneficio di cittadini delle aziende ma anche di studenti e turisti che arrivano nella nostra città».

«Accordi come quello firmato oggi rientrano a pieno titolo nell’impegno preso dal nostro Ateneo nei confronti della crescita culturale, sociale ed economica del nostro territorio, così come espresso nel nostro Piano strategico - ha detto Riccardo Zucchi, rettore dell'Università di Pisa - La transizione digitale, peraltro, è una delle priorità della nostra Università che vanta una grande tradizione e grandi competenze nei settori dell’informatica e della digitalizzazione. Competenze che adesso mettiamo a disposizione dell'amministrazione comunale per costruire assieme Pisa Città Digitale».

Gli obiettivi sono quelli di “valorizzare la tradizione della Città nelle tecnologie digitali e dare slancio alla trasformazione digitale mediante l’individuazione e la realizzazione delle migliori pratiche nella digitalizzazione dei processi amministrativi e gestionali, e la creazione di servizi e sistemi intelligenti a beneficio di cittadini, turisti, aziende e amministrazioni del territorio”.

«L’ente locale deve dare il via all’agenda digitale senza lasciare indietro nessuno. Ringrazio pertanto l’Università di Pisa e il Magnifico Rettore. L’ente locale non può sottrarsi a una sfida quale la trasformazione digitale - ha detto l’assessore Gabriella Porcaro -. Questo processo incontra molte criticità e ostacoli, e per questa ragione le competenze ed esperienze già maturate dalla nostra Università risultano un ottimo punto di partenza su cui investire. Sicuramente riteniamo opportuna una attività di formazione per i dipendenti così come di “alfabetizzazione digitale” in favore dei cittadini, perché possano accedere con facilità ai servizi on line. Questa collaborazione può dunque garantire il successo della transizione digitale. Siamo sicuri che questo accordo sarà fruttuoso. La prima sperimentazione è stata già messa in atto con i nuovi cartelloni dotati di QR-Code, con l'intenzione di adottare un linguaggio più fruibile e accessibile nella comunicazione turistica. Al tempo stesso, siamo consapevoli che molti altri servizi necessitano di un processo di transizione tecnologica: tra questi i lavori pubblici, la viabilità, ma anche la possibile creazione di una rete civica museale, la valorizzazione del nostro patrimonio culturale e artistico».

«Nei prossimi cinque anni, collaboreremo col Comune alla digitalizzazione dei processi amministrativi e gestionale, oltre che alla creazione di servizi e sistemi intelligenti per la comunità cittadina – ha spiegato il professor Giuseppe Anastasi, delegato del rettore per la transizione digitale – Insieme, parteciperemo anche a progetti e programmi di ricerca nazionale ed internazionale e organizzeremo iniziative per la promozione e diffusione della cultura digitale».

Il progetto prevede di “avviare un rapporto di collaborazione sulle tematiche attinenti all’innovazione digitale in ambito cittadino. Collaborazione che potrà realizzarsi attraverso studi e consulenze su tematiche specifiche, partecipazione congiunta a progetti e programmi di ricerca, iniziative di formazione rivolte al personale de Comune”.

In questo senso, l’Università vanta una forte tradizione nel campo delle tecnologie digitali e possiede le conoscenze e competenze necessarie per abilitare la trasformazione digitale della società, come testimoniato dai numerosi progetti di ricerca e trasferimento tecnologico nel settore dell’Information & Communication Technology (ICT), nonché dalla posizione di leadership acquisita, in ambito nazionale, nella digitalizzazione dei processi amministrativi e gestionali relativi ai vari ambiti di attività dell’Ateneo

Pertanto, il Comune si impegna a coinvolgere l’Università per questioni attinenti alla trasformazione digitale dei processi amministrativi e gestionali; collaborare nella predisposizione di proposte progettuali congiunte. Mentre l’Università si impegna a mettere a disposizione il proprio potenziale di competenze nel settore delle tecnologie digitali e della transizione digitale, collaborare nella predisposizione di proposte progettuali congiunte, organizzazione di eventi (convegni, seminari, attività di divulgazione e promozione) di interesse congiunto.

Redazione Web

Iniziata la nuova campagna archeologica a Pompei con il PRAEDIA Project

2 settimane 1 giorno ago

È iniziata da pochi giorni la nuova campagna di scavo del progetto PRAEDIA, “Pompeian Residential Architecture: an Environmental, Digital, and Interdisciplinary Archive”, frutto della collaborazione tra Università di Pisa e Scuola IMT Alti Studi Lucca. Per il quarto anno lo scavo si concentra nel Complesso dei Riti Magici, che sorge nel quartiere dell’anfiteatro di Pompei (la parte centrale dell'Insula 1 della Regio II lungo via di Nocera).

Gli scavi degli anni passati si erano concentrati prevalentemente nel giardino più esterno, accessibile dalla strada. Le indagini avevano messo in luce i resti di almeno tre abitazioni che occupavano l’area prima che fosse costruito il Complesso dei Riti Magici: edifici a pianta rettangolare, che mostrano i segni di successive ristrutturazioni e riorganizzazioni dello spazio, talvolta accompagnate da riti propiziatori che prevedevano la deposizione di vasi in ceramica e altri oggetti in piccole fosse. A partire dal 2023 la ricerca ha riguardato anche i giardini interni, per definire in modo più preciso lo sviluppo di questo complesso edilizio. Importanti novità sono emerse già fin dai primi giorni di scavo, con il rinvenimento di strutture riferibili ad abitazioni, anche di notevole impianto monumentale, che vennero distrutte per far posto, nell’ultima fase di vita della città, all’edificio dedicato al culto del dio orientale Sabazio.

Il Complesso dei Riti Magici

La struttura, messa in luce tra il 1953 e il 1958, deve il suo nome ad alcuni oggetti rinvenuti al suo interno, in particolare due mani in bronzo decorate con figure animali e vegetali, due crateri con la medesima simbologia e due riproduzioni di serpenti in ferro. Inizialmente si pensò che queste suppellettili appartenessero a una sibilla, che qui svolgeva i propri riti. Studi recenti hanno invece ipotizzato che l’edificio, dal 62 d.C. fino al momento della sua distruzione causata dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., fosse destinato alle celebrazioni del culto di origine tracia del dio Sabazio, venerato anche dal proprietario di una domus vicina, che possedeva un busto in bronzo del dio. In effetti, questo vasto complesso, composto da tre ampie aree aperte sulle quali si aprono piccole stanze secondo una planimetria peculiare, può essere difficilmente identificato come semplice domus.

Le indagini archeologiche e il Progetto PRAEDIA

La campagna di scavo 2024 è coordinata da Anna Anguissola (Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa) e Riccardo Olivito (Scuola IMT Alti Studi Lucca), con la direzione, per il Parco Archeologico di Pompei, di Ilaria Cangiano. Fanno inoltre parte dello staff Chiara Tarantino (Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa) e Emanuele Taccola (Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, laboratorio LaDiRe). Con loro sono stati impegnati collaboratori, dottorandi e studenti degli enti partner del progetto, oltre che di università italiane e straniere: Martina Ceretti, Giuseppe Prospero Cirigliano, Nicole Crescenzi, Angela D’Alise, Rodolfo Gagliardi, Katharina Korthaus, Alberto Martin Esquivel, Antonio Monticolo, Martina Rodinò.

Iniziato nel 2016, il Progetto PRAEDIA è frutto di un programma di collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei, la Scuola IMT Alti Studi Lucca – Centro LYNX, il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell'Università di Pisa e l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), coordinato da Maria Luisa Catoni (Scuola IMT Alti Studi Lucca) e Gabriel Zuchtriegel (Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei). Nel triennio 2018-2020 PRAEDIA ha inoltre coinvolto i membri dello SMART Lab della Scuola Normale Superiore. Alla campagna 2024 parteciperanno anche docenti e ricercatori del Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) e del Dipartimento di Architettura e Design (DAD) del Politecnico di Torino. Il team del Politecnico di Torino, coordinato da Nannina Spanò, affiancherà gli archeologi nell’acquisizione della documentazione grafica e fotografica con voli da drone e laser scanner.

Gli interessati possono seguire il progetto e vedere le immagini della campagna di scavo 2024 sul sito web (www.praediaproject.com) e sui profili Instagram (www.instagram.com/praediaproject, #PRAEDIA) e Twitter (@PraediAproject).

Redazione Web

Moda e sostenibilità, consigli per giovani consumatori

2 settimane 2 giorni ago

Comprare meno e meglio, occhio ai prezzi bassi (bisogna sempre pensare che dietro ci sono persone, animali e biodiversità), attenzione alle etichette e alla trasparenza della filiera produttiva. Sono questi alcuni consigli per i giovani consumatori e consumatrici che arrivano dagli esperti di Planet4B, il progetto europeo che vede l’Università di Pisa in prima linea per una moda sostenibile. L’iniziativa è stata presentata in due video curati dal Polo Mutimediale del CIDIC, uno introduttivo, e un altro dove imprenditori, giornalisti e ambientalisti del comitato tecnico che affianca i ricercatori dell’Ateneo si presentano e invitano a prendere parte a un percorso di trasformazione.

“Stiamo realizzando una ricerca transdisciplinare sull’impatto dell’industria della moda sulla biodiversità. La moda è infatti uno dei settori più inquinanti per il pianeta – dice il coordinatore del progetto Matteo Villa, professore al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa – ma c’è un’attenzione crescente, soprattutto fra le giovani generazioni, verso modelli di comportamento e di businness capaci di ridurre gli impatti negativi del settore, promuovendo produzioni di maggiore qualità, minor consumo e spreco di risorse naturali”.

In particolare, nell’ambito di Planet4B, l’Ateneo pisano conduce uno studio sull’industria tessile, tra le maggiori responsabili del degrado ecologico lungo tutta la filiera. Si parte dall’impiego intensivo di pesticidi e insetticidi e dal grande consumo di acqua nella fase di produzione. Un esempio fra tutti: un chilogrammo di cotone richiede tra 10mila e 20mila litri di acqua. Poi c’è la produzione, responsabile dell’inquinamento per il 20 per cento delle acque a livello mondiale. Senza contare l’impatto dei tessuti bruciati o eliminati in discarica, che ammonta al 73 per cento della fibra prodotta, mentre solo il 12% dei tessuti viene riciclato.

“Il nostro obiettivo è individuare e studiare modelli di produzione diversi e innovativi e capire in che modo sostenerne la diffusione e lo sviluppo”, sottolinea la professoressa Marta Bonetti del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa.

L’Università di Pisa è l’unico partner italiano di Planet4B su un totale di sedici partecipanti tra università, ong e altre organizzazioni. In particolare, per l’Ateneo sono coinvolti il Dipartimento di Scienze Politiche e il gruppo di ricerca Pisa Agricultural Economics – PAGE del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali, e il CISP - Centro Interdisciplinare Scienza per la Pace. Del gruppo pisano fanno parte Matteo Villa come coordinatore, Gianluca Brunori, Marta Bonetti, Pedro Roberto Gambin, Maura Benegiamo, Roberto Gronda, Daniele Vergamini.



Nella foto l'Advisory board e i ricercatori in occasione del seminario: Moda e biodiversità: un futuro sostenibile? Pisa 25/3/2024

Redazione Web

Diplomati gli studenti e le studentesse internazionali del Foundation Course

2 settimane 2 giorni ago

Momento di grande emozione, venerdì 5 luglio, per le allieve e gli allievi del Foundation Course 2023/2024 dell’Università di Pisa, protagonisti della prima sessione di consegna dei diplomi di fine anno, organizzata all’interno della Gipsoteca di Arte Antica e Antiquarium all’interno della Chiesa romanica di San Paolo all'Orto di Pisa.

Circa trenta studentesse e studenti, provenienti in larga parte da Kazakhstan, Russia e Egitto, che adesso potranno proseguire la loro carriera accademica iscrivendosi a un corso di laurea di primo livello presso l’Università di Pisa.

"L'Università di Pisa è stata la prima in Italia ad attivare questo tipo di corso, dedicato agli studenti dei paesi extra-UE il cui percorso scolastico dura meno di dodici anni, ossia è inferiore al requisito minimo richiesto per potersi iscrivere in un Ateneo del nostro Paese - ha messo in evidenza il professor Giovanni Federico Gronchi, Prorettore per la cooperazione e le relazioni internazionali - E' una possibilità che diamo dal 2016 e che si articola in due percorsi principali: Humanities e Science. Due percorsi che sono cresciuti sempre di più in termini di iscritti. Un programma di successo che negli ultimi due anni ha raggiunto il centinaio di studenti distribuiti uniformemente tra le due discipline"

Alla cerimonia, oltre al professor Gronchi, sono intervenuti il professor Marco Polini, responsabile del Foundation Course Science (FCS), e la professoressa Anna Maria Lossi, docente di Introduction to Philosophical Thought del Foundation Course Humanities (FCH), a nome del professor Arturo Marzano, responsabile scientifico del programma. Presente, infine, lo staff dell’Unità cooperazione internazionale, coordinato dalla dottoressa Paola Cappellini.

Con oltre 110 iscritti, il Foundation Course dell’Università di Pisa è giunto quest'anno alla settima edizione. Si tratta di è un percorso pre-universitario attivato a partire dal 2016 e pensato per gli studenti con una qualifica di scuola secondaria estera che non permette l’immatricolazione a un corso di studio in una università italiana. In particolare, si rivolge a studenti che possiedono una qualifica ottenuta dopo undici anni di scolarità, oppure un High School Diploma (HSD) statunitense senza i requisiti ulteriori per l’accesso a un corso di laurea di primo ciclo o a ciclo unico, così come specificato nelle linee guida ministeriali.

La finalità del Foundation Course è sia quella di colmare la scolarità mancante (o i requisiti ulteriori richiesti per l’HSD) che quella di consentire agli studenti di raggiungere un livello di lingua italiana che sia almeno B1, il quale costituisce il requisito linguistico minimo per l’immatricolazione a un corso di laurea di primo ciclo o a ciclo unico all’Università di Pisa.

L’Ateneo pisano è stato il primo ateneo italiano ad aver attivato questo importante percorso nel 2016, già presente nelle più importanti università europee da diversi anni.

Per saperne di più: https://foundationcourse.unipi.it/

Redazione Web

Pubblicato il Bilancio di genere 2022-23 dell'Ateneo

2 settimane 5 giorni ago

“È necessario potenziare il nostro impegno nel lungo viaggio verso la parità”, è questo il commento del rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi alla luce del nuovo Bilancio di genere 2022-23 dell’Ateneo appena pubblicato dalla Pisa University Press. Il documento aggiorna i dati delle edizioni precedenti e analizza la distribuzione di genere prendendo in esame quattro categorie della comunità universitaria pisana: la componente studentesca, il personale docente, il personale tecnico-amministrativo, e la governance.

Dallo studio emerge una divaricazione fra carriere femminili e maschili che nel caso del personale docente vede ai vertici della carriera il 76% di professori ordinari e il 24% di professoresse ordinarie (con percentuali di donne minori alla media nazionale nel settore delle STEM). Tra il personale tecnico e amministrativo, c’è invece una forte maggioranza femminile (circa il 62% sul totale) che permane a tutti i livelli della carriera ad eccezione di quelli dirigenziali dove si raggiunge la parità.

Per quanto riguarda la componente studentesca, il Bilancio evidenza il fenomeno della segregazione orizzontale, ovvero una prevalenza di studentesse in alcune discipline (nell’area medica e in quella umanistica) e una maggioranza maschile nelle aree STEM (molto netta nelle discipline ICT dove le studentesse sono meno del 13%). Per quanto riguarda la componente studentesca nel suo complesso le studentesse iscritte sono quasi il 52%, e quelle laureate qualcosa in più, e con tempi di laurea e voti migliori rispetto ai colleghi maschi. Tuttavia gli iscritti ai corsi di dottorato sono 59% maschi e 41% femmine, con le percentuali che diventano 56% uomini e 44% donne tra coloro che conseguono il titolo. Inoltre, anche nei dottorati si conferma la segregazione orizzontale (Ingegneria: 71% di dottorandi e 28% di dottorande, ICT: 76% di dottorandi e 24% di dottorande).

La governance, infine, si caratterizza per una diffusa prevalenza maschile, anche in conseguenza del fatto che le possibilità di accesso ad alcune posizioni sono connesse al ruolo di appartenenza, e pertanto la scarsa presenza femminile negli incarichi di governo è da porre in collegamento con la scarsa presenza femminile nelle posizioni apicali della carriera scientifica.

“I dati mostrano come il percorso delle donne sia contraddistinto da quel fenomeno che in letteratura viene definito leaky pipeline ovvero “il tubo che perde” – ha commentato il rettore Zucchi nella premessa al Bilancio - un’immagine che sta a identificare la progressiva dispersione delle donne con l’avanzamento delle carriere scientifiche. È necessario per questo potenziare il nostro impegno nelle strategie di cambiamento e favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro”.

“Ci sono comunque segnali positivi, a dimostrazione che l’Ateneo si stia muovendo nella giusta direzione – dice la professoressa Nadia Pisanti che ha coordinato il gruppo di lavoro per la redazione del Bilancio – ad esempio, nei 20 Dipartimenti del nostro Ateneo, sino al 2019 c’era una sola direttrice, nel 2023 ce n’erano tre, con l’ultima tornata elettorale appena trascorsa siamo arrivati ad otto”.

“Tra i punti di forza – prosegue la professoressa Pisanti – abbiamo inoltre le azioni di contrasto a forme di discriminazione quali quelle fondate sull’orientamento sessuale, dove il nostro Ateneo è stato pioniere nazionale, ed è sempre notizia recente il potenziamento con una unità di personale in più del neonato l'Ufficio per l'Eguaglianza e le Differenze, che, ricordiamo, costituisce una tra le prime strutture amministrative con focus specifico sulle questioni genere istituita nel panorama degli Atenei italiani”.

Il “Bilancio di genere 2022-2023” è stato redatto da un gruppo di lavoro nominato dal rettore e presieduto dalla professoressa Nadia Pisanti, di cui hanno fatto parte il dottore Francesco Giorgelli, il professore Mauro Sylos Labini, le dottoresse Alessandra La Spina e Francesca Pecori, e la professoressa Renata Pepicelli, Delegata in “Gender studies and equal opportunities”.

Redazione Web
Checked
25 minuti 50 secondi ago
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